Favole

10 Brevi Racconti per Bambini sulla Natura

Data: 5 luglio 2013 Autore: Michela Categorie: Favole 0

Brevi racconti per bambini dedicati alla natura




Rimanendo come ipnotizzati nell’ascoltare un racconto o una favola, i bambini non soltanto vedono alimentare la propria fantasia ma, soprattutto, traggono da esso delle morali e direttive su come affrontare la vita. I 10 brevi racconti per bambini che qui vi proponiamo sono interamente dedicati alla natura e, narrando le avventure di animali, piante, bambini e nuvolette, hanno la capacità di infondere nei più piccoli il rispetto per l’ambiente e per tutti gli esseri viventi.

I brevi racconti per bambini sulla natura sono pronti da stampare gratis e, una volta realizzata in versione cartacea la raccolta, potrete leggerli in compagnia dei vostri figli.

Tutti i racconti da scaricare in PDF

Per stampare i racconti per bambini in maniera semplice e veloce non dovrete fare altro che scegliere di utilizzare la versione in file PDF. E’ sufficiente cliccare sul link che trovate a seguire per scaricare e stampare in un solo colpo tutti e dieci i brevi racconti:

1. La foglia di ortica

Lisetta va a passeggio in campagna; è felice di raccogliere i fiori che crescono sulle rive, ai bordi della strada. Ha già un bel mazzetto di ranuncoli e margherite. Vuole aggiungere un ramo di foglie con tanti dentini ed allunga la mano, ma la ritira subito perché sente che le foglie pungono e bruciano. Lisetta piange e lascia cadere i fiori che non hanno alcuna colpa: “il fuoco, il fuoco!” strilla la bambina. Non c’è il fuoco; c’è solamente una piantina di ortica che può irritare e arrossare la pelle.

2. Il fiore che aveva sete

Un fiore si trovò una volta vicino ad un campo. Aveva sete e domandò alla radice di aiutarlo. La radice domandò aiuto alla terra vicina: “cara terra dammi un po’ di frescura per il mio fiore”; “mi dispiace, radice, ma non posso darti niente. Anch’io sono secca. Bisognerebbe che il Signore ci mandasse un po’ d’acqua”. Il fiore guardò il cielo e aspettò un poco. Passò una nuvoletta: “Nuvoletta gentile, regalami un po’ d’acqua, ho sete!”. La nuvoletta non si fece pregare e regalò tante gocce di pioggia al fiore assetato. La terra si rinfrescò, la radice pure, e il fiore rialzò la corolla. L’acqua della nuvoletta gentile gli aveva riportato la vita…

3. La piccola foglia nel ruscello

Una foglia se ne sta lassù, sul ramo, vicino al sole. Un giorno… addio all’albero, al ramo, al cielo. Il vento la stacca, la trascina nel ruscello vicino. La voglia va come una piccola barca. Ecco una farfalla posarsi leggermente sulla foglia, forse è stanca perché ha volato troppo sui fiori. La foglia va, portata dall’acqua. Ed anche la farfalla, dalle ali stanche, può fare un bel pezzo di strada, riposata e contenta.

4. La foglia ombrello

Due formiche si rifugiano sotto una larga foglia, staccata dal vento. Aspettano che cessi la pioggia per uscire dal riparo che fa l’ombrello. “Fermatevi pure quanto volete”, pare che dica loro la buona foglia, “Grazie amiche gentile”, sembra che dicano le formiche. Aspetta e aspetta, non piove più. Le formiche escono in fretta per tornare al formicaio ed hanno ancora un pensiero per la foglia gentile che ha fatto loro del bene.

5. Nel pollaio l’uovo

La Rossa è accovacciata nel grosso cesto sotto al pioppo per fare l’uovo. Dopo un momento si alza: coccodè, coccodè, coccodè. Le risponde la voce della Biancona che se ne è andata tutta sola sotto il pagliaio. Arriva anche la Mora dallo stabbietto dei maiali. Ogni gallina cerca il suo angolo solitario per lavorare in pace. Poi si riuniscono cantando, non guardano più l’ovetto bianco che hanno appena fatto. Penserà Concetta, la massaia, a fare un giro, per scovare il nido delle galline birbone. Due anitre dondolone e alcuni pollastrelli passano vicini alle galline che se ne vanno nel grande prato dorato: “imparate amici, tutti dobbiamo fare qualche cosa di buono. Noi abbiamo fatto l’uovo. Coccodè, coccodè…”

6. Il ragno Zampalunga

Sotto il cornicione, vicino alla pianta di lavanda, che conserva anche durante l’inverno le sue foglioline grigio-argento, c’è un bozzolo giallo, morbido come la seta, attaccato alla parete. Che cos’è questo ovino color dell’oro? Il ragno Zampalunga non ha più voglia di tessere le sue ragnatele tutte d’argento e perle. Fa freddo e vuol riposarsi tranquillamente in attesa della primavera. E’ una mamma che prepara, durante l’inverno, una casina calda e sicura per i suoi figlioletti; tanti ragnini piccini. Un bel giorno mamma ragno regalerà tante piccole uova che si apriranno al primo sole per lasciare uscire i piccoli ragni. Allo si aprirà anche il bozzolo d’oro… e tutti i ragnetti se ne andranno per tessere, per filare in pace le ragnatele di fili d’argento. Mamma Zampalunga rimarrà sola sopra al ramo di una pianticella o d’un cespuglio fiorito. Ma sarà contenta pensando ai figlioletti laboriosi che canteranno, con loro lavoro, la doclezza del risveglio primaverile.

7. E’ fiorita una rosa

Luigina aveva un vaso, suo, con una pianta di rosa. Il suo giardino era tutto lì, in quel vaso. La bambina lo innaffiava spesso e rimuoveva la terra, piano piano per non far male alle radici. Una mattina trovò fra le foglie un piccolo bocciolo: un cuoricino che si vedeva appena. Il bocciolo si gonfiò, diventò sempre più grosso; un bel giorno si aprì alla carezza dolce del sole, per lasciare uscire tanti petali di seta… Una rosa bellissima si affacciò fra il verde. Luigini fu tanto contenta e guardò il suo fiore con la tenerezza di una mamma.

8. La viola ed il suo profumo

Fata Primavera aveva portato con sé una scatola piena di profumo delicato: “Regalerò questo profumo al fiore più gentile” disse. I fiori di primavera si presentarono uno ad uno. Prima di tutti la primula: “Io sono bella, i miei petali sembrano di seta. A me potresti regalare il tuo profumo…”; Fata Primavera la rimandò ai piedi dell’albero “No, tu non hai bisogno del mio profumo”. Si presentò la pratolina: “Ed io, che sono la regina del prato, non potrei avere il tuo profumo? Guarda i miei petali, guarda il mio cuore d’oro, sembra una piccola stella”, “Anche tu, pratolina, non puoi avere il mio profumo…”. La viola se ne rimase silenziosa e nascosta. La Primavera le si avvicinò e le disse: “E tu, viola, non mi dici niente?” – “Sono contenta di quello che il signore mi ha dato e non chiedo di più” rispose il piccolo fiore.  “Tu viola sei davvero buona e gentile. A te regalerò il mio profumo” esclamò la Primavera e aprì la scatola. La viola ebbe in dono il delicato profumo.

9. Una foglia velenosa

Volete sapere che cosa è capitato ad un’ochetta golosa e disubbidiente? Mentre mamma Oca pensa alle sue faccende Paperina se ne va di corsa verso la pianta dei fiori rosa, decisa ad assaggiare una fogliolina stretta e lunga, anche se la mamma le ha detto che quelle foglie non si devono toccare perché velenose. Paperina stacca la foglia e se la mangia tranquillamente. Alla sera, però, non ha voglia di giocare con le sorelline nel pollaio. Si sente male, non vuole assaggiare il pastone che le hanno preparato. Mamma Oca non sa che cosa pensare; la padrona, però, capisce subito di che cosa si tratta; l’ochetta ha mangiato una foglia velenosa di oleandro. Ci vuole subito un po’ d’olio di ricino. Paperina volta il lungo collo da tutte le parti, ma la padrona la prende decisamente, le apre il grosso becco che sembra una paletta e giù! Paperina guarirà e non mangerà più le foglie di oleandro amare e velenose.

10. La nuvoletta gentile

Una nuvoletta nera, piena d’acqua, se ne andava per il cielo, spinta dal vento. “Dove posso far cadere la mia acqua?” domandò tra sé. Guardò giù sulla terra. Vide in un prato tanti bambini che si divertivano, cantavano e ridevano. “No, non devo far cadere la mia acqua sopra quei bambini, si bagnerebbero e potrebbero prendersi un male. E’ meglio che vada avanti ancora un poco”. La nuvoletta fece un’altra passeggiata. Si fermò e guardò giù. Vide un ruscello che correva tranquillo. “No, il ruscello non ha bisogno della mia acqua, andrò avanti ancora.” Riprese il suo cammino. Si fermò un’altra volta… guardò sulla terra e vide tanti fiorellini con le corolle abbassate… i petali sciupati, i gambi ingialliti. E sentì anche le voci di lamento: “Abbiamo sete, regalaci un po’ d’acqua o nuvoletta!” La nuvola disse tra sé: “Sopra questi fiori posso lasciar cadere la mia acqua. Hanno sete e non aspettano altro”. Difatti la nuvoletta lasciò cadere tante gocce… la pioggia benefica riportò la freschezza e la gioia ai fiori assetati.







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